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Laboratori Didattici

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Una fra le domande più profonde e intriganti che un uomo si possa fare, è: “Da dove veniamo e come siamo arrivati fin qui?”. Le troppe risposte al quesito significano che si è lontani da una verità condivisibile. L'argomento ha suscitato, e tuttora suscita, aspre e lunghe dispute fra le diverse correnti di pensiero. Anche perché le teorie mag¬giori sono più il frutto di posizioni ideologiche o religiose che di scienza. In qualcosa si è però raggiunto qualche accordo, per esempio sull'assunto, condiviso dai più, che non ci sia strutturalmente tutta la differenza che appare alla percezione fra l'uomo e gli animali e perfino con le piante, insomma fra tutti gli essere viventi; pensate che lo scimpanzè possiede il 96% dei nostri geni e il giacinto il 39%. C'è stato un uomo che più di qualsiasi altro ha influito sulla popolazione degli stu¬diosi per dare delle spiegazioni fondanti e attendibili: Charles Darwin, un biologo, naturalista ed esploratore inglese. Partito col famoso brigantino Beagle, Darwin girò il mondo per cinque anni studiando e raccogliendo una grande quantità di potenziali reperti di studio su animali e piante. Tornato a casa, passò lunghi anni nello studio degli stessi e nella formulazione di una teoria esplicativa sull'evoluzione della vita, finché nel 1859 diede alle stampe un libro che rimarrà tra i pilastri delle scienze della vita e tra i più rivoluzionari in campo scientifico: “L'origine della specie, tramite la selezione naturale”.Non intendiamo esporre qui l'argomento dell'evoluzione, immenso, né tantomeno mettere a confronto ipotesi alternative e prese di posizione di acerrima rivalità fra scienziati, filosofi e religiosi pro e contro Darwin. Vogliamo solo rivivere, in sostanza, tre momenti di questo grande dibattito scientifico attraverso tre semplici esperienze.
Prendiamo tre assunti, fra i più importanti, sostenuti da Darwin e avversati dai suoi detrattori e vediamo, nei limiti della nostra perspicacia scientifica da che parte stava la ragione.
1. I fossili
La vita è molto più antica di quanto si credesse allora ed esisteva miliardi di anni ad¬dietro. (Non disse, non lo dirà mai, com'è nata la vita, ma formulò l'ipotesi ben fondata e dimostrata con i fossili che la vita degli esseri viventi era molto arcaica). L'idea preva¬lente era che Dio avesse creato l'uomo, tale e quale si presenta oggi, all'incirca 10.000 anni fa. E con l'uomo sarebbe cominciata la vita.
2. L' evoluzione
La vita si è sviluppata dal semplice al complesso, iniziando da semplici organismi uni¬cellulari, differenziandosi e diventando sempre ricca di forme e funzioni fino a dare forma a nuove specie dello stesso organismo ed evolvendosi in nuove specie sempre più varie e sempre più complesse.
3. L' estrazione del DNA
Ma qual è il meccanismo che ha sostenuto, che sostiene, questo processo di differen¬ziazione, cosa spinge a cambiare? Darwin sostenne che è la capacità e la spinta di sapersi adattare all'ambiente e alle condizioni di vita, che chiamò “Selezione naturale”. Un meccanismo naturale che permette al più forte, cioè a chi meglio sa adattarsi, di sopravvivere ed evolvere secondo esigenza e motivazione e al più debole di non farcela e perire. Quindi la selezione naturale lavorerebbe al positivo e al negativo. La genetica moderna avvalora l'assunto. Secondo la sintesi moderna delle teorie evoluzionistiche, la variazione genetica delle popolazioni di organismi viventi è prodotta in modo casua¬le da mutazioni e ricombinazioni. L'evoluzione consisterebbe essenzialmente in muta¬menti della frequenza degli alleli nel DNA fra una generazione e l'altra, come risulta dalla deriva genetica del flusso genico e della selezione naturale. La speciazione, cioè la trasformazione in una specie differente, avverrebbe gradualmente quando le popo¬lazioni sono isolate dal punto di vista riproduttivo, anche se viventi all'interno di uno stesso spazio dove i contatti sono possibili ma non permessi, quindi sia per barriere fisico-geografiche sia di chiusura culturale o di abitudini di vita.
Un'esercitazione sul DNA che prevede l'estrazione di cellule epiteliali, ci metterà a contatto di questo terzo punto.

Come usare al meglio “tutto” il nostro cervello per un maggior profitto nello studio, nell'apprendimento sociale e nelle prestazioni mentali in genere.
Laboratorio sulla ricchezza potenziale delle prestazioni mentali per meglio imparare, studiare e rapportarsi con gli altri, mettendo a frutto le conoscenze sulle differenziazioni cerebrali come ci insegnano le neuroscienze. Le specializzazioni mentali in base alla differenziazione degli emisferi cerebrali. Quanta potenzialità non utilizzata. La plasticità del cervello come chiave di interpretazione di prestazioni mentali specifiche fuori dalla norma, in positivo e in negativo. Le facoltà mentali delle parti specializzate del cervello rispondono alla legge dell'uso. Più le usi più rendono, se non le usi le perdi. La diversità individuale in base alla capacità di sfruttare determinate parti cerebrali. Potenziare le nostre capacità mentali. Capitalizzare sulle nostre facoltà più sviluppate o sviluppabili e come migliorare nelle parti deficitarie. Il laboratorio è condotto in maniera interattiva tramite l'utilizzo di slide proiettate e si concretizza intorno ad un esercizio carta e matita che sintetizza tutte le modalità di studio secondo il modello proposto e propone un esame dettagliato dello stile di studio individuale, secondo il principio: “Conosci te stesso e individua i punti di forza e di debolezza nel tuo impegno scolastico”.

Il laboratorio è incentrato sullo studio del sistema solare attraverso l'analisi di imma¬gini, modelli e simulazioni. Lo scopo è di far comprendere i dettagli dei movimenti dei pianeti, e in particolare della Terra, intorno al Sole, partendo dalle leggi di Keplero. Attraverso la pratica sarà possibile per i ragazzi capire quelli che nella vita di tutti i giorni sono i movimenti apparenti del sole e delle stelle, e il perché del verificarsi delle stagioni, del dì e della notte, fino ad arrivare a conoscere i moti secondari della terra e le conseguenze degli stessi.Il laboratorio affronta anche alcuni aspetti di astrologia attraverso la conoscenza del¬le costellazioni zodiacali e il variare delle loro posizioni nel sole nel corso dei secoli, fase questa, che genera di solito particolare attenzione e curiosità da parte dei ragazzi.Infine, attraverso la proiezione di un cielo stellato nell'aula, è possibile imparare al¬cuni passaggi fondamentali per riuscire a orientarsi nel cielo, conoscere e riconoscere le stelle e le loro caratteristiche…ed esprimere un desiderio alla vista delle “stelle cadenti”.

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