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Laboratori Didattici

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Il laboratorio ha come obiettivo principale di apprendimento il riconoscimento e classificazione dei minerali e delle rocce. Allo scopo, gli studenti, suddivisi in sotto¬gruppi, saranno invitati a prodursi in prove e prestazioni di riconoscimento e clas¬sificazione di campioni di minerali e rocce, utilizzando i metodi e le tecniche più ricorrenti, che saranno loro illustrati dal Conduttore.La postazione comprende una raccolta di minerali, rocce, fossili, plastici e carte geo¬logiche nonché le serie stratigrafiche della geologia del territorio italiano. Combinan¬do l'aspetto geologico, tramite l'osservazione delle rocce, e morfologico, per mezzo delle carte geologiche, è possibile ricostruire le vicende e le trasformazioni subite dalla penisola italiana nei vari periodi geologici. Particolare attenzione viene data a quei fossili col nome dei quali sono designati i periodi geologici. Altri contenuti di questo laboratorio riguardano: morfogenesi e ciclo delle rocce, vulcani, terremoti, fenomeni erosivi e dissesti ambientali, il ciclo dell'acqua, la carto¬grafia e la salvaguardia del territorio italiano. Un ulteriore percorso riguarda l'incidenza che, nelle scelte architettoniche di molte regioni e città, in Italia e altrove, ha avuto la disponibilità locale di determinati tipi di roccia e altri materiali da costruzione.

Il laboratorio di zoologia mette alla prova la capacità degli studenti di “re-inventare” la natura. In pratica, suddivisi in sottogruppi e posti di fronte a materiale da “costruzione” di soluzioni naturali a problemi evolutivi, competono sulle logiche evolutive possibili e probabili. Il con¬duttore, è l'arbitro della sfida.
Il laboratorio può essere modulato, su esigenza degli insegnanti, e come base di partenza posso¬no avere questi tre spunti didattici

1. Laboratorio di zoologia
Il percorso didattico, pratica e teoria, segue lo stesso procedimento del ricercatore di fau¬na selvatica. Esso parte dallo studio delle tracce (impronte, escrementi, parti dello scheletro, crani, pelli, ecc) di una popolazione animale, da cui è possibile determinare indirettamente la presenza\assenza nell'area di studio, la composizione in giovani e adulti, maschi e femmine, la dieta, lo stato di salute nonché le interazioni con le altre specie (es. preda-predatore). Grazie all'osservazione di un'ampia collezione di reperti animali viene, inoltre, illustrato l'approccio del biologo, che si occupa della conservazione e protezione della fauna selvatica, nell'individuazione delle specie meglio adattate e di quelle in pericolo di estinzione.
2. La “Sistematica” per comprendere la Bio-diversità
Lo studio e la salvaguardia della biodiversità degli organismi viventi è molto importante ai fini degli equilibri bio-ambientali del pianeta. Ma per capire e agire nel campo della biodiversità è necessario, prima di tutto, saper distinguere, classificare e catalogare gli organismi viventi. Proprio a questo serve la disciplina scientifica della Sistematica Zoologica, che include sia la disciplina della tassonomia delle specie (ordinamento secondo un principio o norma ) sia quel¬la della classificazione (ordinamento delle specie in ordini superiori. A titolo esemplificativo:
Regno - Phylum - Classe - Ordine - Famiglia - Genere - Specie.
Il laboratorio ha lo scopo di familiarizzare gli studenti con gli strumenti tipici che il ricercatore usa per l'identificazione degli organismi e con l'applicazione dei principali metodi di sistemati¬ca biologica nell'ambito delle ricerche zoologiche. Tramite queste esperienze di individuazione e ordinamento, si introducono le basi conoscitive relative alla diversità degli organismi animali e all'organizzazione dei loro sistemi funzionali secondo un approccio evoluzionistico.
3. Laboratorio di zoologia evolutiva
In questo laboratorio gli studenti sono invitati ad individuare e commentare le principali modi¬fiche intervenute nello scheletro, nell'ambito di sei philum di invertebrati e delle cinque classi dei vertebrati ed a ipotizzare un loro possibile significato adattativo (Macroevoluzione). Dall'osservazione di alcuni reperti si giunge al concetto di divergenza dei caratteri e di Radia¬zione Adattativa, mentre dall'osservazione di alcune mandibole appartenenti a diversi Ordini di mammiferi, è possibile correlare il tipo di dentatura con la dieta, con il tipo di apparato dige¬rente, con gli organi di senso. Infine, viene discussa la Speciazione e come questa possa essere, in alcuni casi, un prodotto della differenziazione adattativa (Microevoluzione).A questo punto si possono spiegare le teorie, i concetti e le classificazioni dell'evoluzione bio¬logica e dei metodi di ricerca sul campo e in laboratorio.

Gli studenti in questo laboratorio svolgeranno in tutto e per tutto le attività pratiche di un laboratorio scientifico, dalla realizzazione di vetrini all'utilizzo del microscopio ottico.Il laboratorio prevede una breve introduzione teorica sull'evoluzione cellulare segui¬ta da osservazioni di vari tipi di cellule e di tessuti animali e vegetali. Gli studenti, seguendo un percorso evolutivo, potranno osservare organismi unicellulari (batteri, lieviti e protozoi) e livelli di organizzazione pluricellulare. L'interesse degli studenti sarà stimolato dalla semplice procedura con cui sono ottenuti i preparati da osservare e, quindi, dalla semplice riproducibilità degli esperimenti.Dall'osservazione di cellule batteriche (provenienti da una soluzione diluita di yo¬gurt) si passerà a quella di lieviti (provenienti da lievito per uso culinario preventi¬vamente idratato) fino ad arrivare all'osservazione del microcosmo all'interno di una goccia di acqua stagnante. In questa goccia saranno visibili batteri, alghe e protozoi, alcuni dei quali in continuo movimento generato dal movimento ciliare. Saranno poi osservati tessuti di animali e piante, con la descrizione in dettaglio delle peculiarità delle cellule che li compongono. Durante l'esercitazione gli studenti, guidati dal do¬cente, eseguiranno esperimenti mirati al chiarimento di alcuni meccanismi cellulari (ad esempio i protozoi saranno “nutriti” con dei lieviti per osservare la fagocitosi, sa¬ranno somministrate soluzioni con diversa concentrazione a cellule animali e vegetali per osservare l'effetto osmotico su di esse, etc.).

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