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Rendiamo indimenticabile il vostro soggiorno in Maremma

Itinerari Cultura & Sapori della Tuscia

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2 notti / 3 giorni VIAGGIO CULTURALE + ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE

1° GIORNO: CIVITA DI BAGNOREGIO - BOLSENA - MONTEFIASCONE (degustazione vino) – MONTALTO DI CASTRO
Partenza la mattina dal luogo di provenienza e arrivo in mattinata a Civita di Bagnoregio, incontro con la guida e inizio del Tour guidato. Civita è situata in posizione isolata, è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato costruito nel 1965. La causa del suo isolamento è la progressiva erosione della collina e della vallata circostante, che ha dato vita alle tipiche forme dei calanchi e che continua ancora oggi, rischiando di far scomparire la frazione, per questo chiamata anche "la città che muore". La struttura urbanistica dell'intero abitato è di origine etrusca, costituita da cardi e decumani secondo l'uso etrusco e poi romano, mentre l'intero rivestimento architettonico risulta medioevale e rinascimentale.


Pranzo in ristorante con menù a tre portate incluso bevande.
Trasferimento a Bolsena la città che ha imposto il nome al Lago è adagiata sulle pendici dei monti Volsini a 350s.l.m. degrada dolcemente verso il piano, lungo la sponda nord orientale del lago omonimo. Del periodo della primitiva città d’origine, di cui faceva parte, l’etrusca Velzna (dall’ubicazione incerta), conserva, mura del secolo IV a.C. e un piccolo tempio. Della successiva città, la romana Volsinii, fondata dagli scampati alla distruzione di Velzna (264 a.C.) restano, l’anfiteatro, le terme, ponti, strade e necropoli.
L’antico borgo medievale, molto ben conservato, ospita la Collegiata in stile romanico di Santa Cristina, eretta nel secolo XI su antiche e in parte inesplorate, catacombe Cristiane e una Cappella costruita nel 1693 a ricordo del miracolo Eucaristico del 1263.
Trasferimento nella vicina Montefiascone per la degustazione del rinomato vino Est! Est!! Est!!! presso la cantina sociale della cittadina. E' proprio sulla eccezionale qualità del vino locale si intrecciano storia e leggenda. Nel 1111 il barone tedesco Giovanni Defuck, al seguito dell'imperatore Enrico V, appassionato degustatore di vini prelibati aveva mandato in avan scoperta il suo servitore a Montefiascone con il compito di assaggiare il vino locale contrassegnando la locanda, ove se ne individuasse di buona qualità, con la scritta EST. Il messo fu così convinto della bontà del "Moscatello" locale che contrassegnò il luogo ripetendo tre volte il segnale EST. Il barone tedesco tanto apprezzò la qualità del vino da soggiornare a Montefiascone e tanto ne bevve che ne mori nel 1113, lasciando i suoi beni al Municipio con precisa clausola che ogni anno, sulla sua tomba doveva essere versato un barile di quel vino che tanto aveva apprezzato in vita.
In serata trasferimento a Montalto di Castro, sistemazione nelle camere riservate, aperitivo di benvenuto, cena e pernottamento.

2° GIORNO: PITIGLIANO
Colazione in Hotel e trasferimento in direzione a Pitigliano . Dopo innumerevoli curve, appoggiato su uno sperone di tufo appare Pitigliano: splendido borgo le cui case si confondono con la roccia sottostante e viceversa. Questa cittadina è uguale da secoli: un dedalo di vicoli che si susseguono, vicoli certe volte talmente stretti che una persona fa fatica a passarci. Qui ogni epoca ha lasciato un segno: etrusca, romana e medievale. Qui ogni popolo ha scavato il tufo creando una città sotto la città: cunicoli, pozzi, tombe, cantine, colombari. Lungo le vie Cave potrete infatti ammirare le necropoli etrusche testimonianze delle antiche civiltà che hanno abitato queste zone.
La mattina accompagnati da un Enologo della cantina di Pitigliano si potrà visitare un vigneto e verranno illustrate le qualità di uve presenti nel territorio dalle quali si ricava il pregiato vino di Pitigliano. Si prosegue con la visita in Cantina che da 50 anni produce vini, sia bianchi che rossi, particolarmente importante il Bianco di Pitigliano Doc ed il Rosso Sovana Doc. I vini di Pitigliano sono inseriti nelle migliori guide di vini italiani da Luca Maroni a Gambero Rosso, dalle stesse sono stati più volte premiati in varie occasioni: nel 2006 ha anche ricevuto il premio Best Buy (quality/price) al SIAL in Francia con il Vignamurata Sovana Superiore Sangiovese Doc. Particolari le produzioni di vino Kasher sia bianco che Rosso prodotto con l'antica tecnologia dei rabbini. Oltre al Bianco di Pitigliano, nella sua versione Doc e Superiore (Ildebrando) si produce: vino Vermentino, Toscana Grantosco sia bianco che rosso, Sangiovese Sovana Doc e Sangiovese Sovana Superiore affinato in Barrique. Nella cantina si produce inoltre un Sangiovese Vignamurata Riserva, un bianco frizzante Treco' igt e due spumanti brut e dry Aldobrandesco. Infine, la Grappa del Fauno proveniente da uve Chardonnay. Dopo la visita in cantina si procede con una degustazione di tre vini con annessi assaggi di formaggi semi stagionati, affettati locali, bruschette con olio di produzione della cantina e tozzetti con vin santo.
Il pomeriggio sarà interamente dedicato alla visita guidata del centro storico di Pitigliano.
In serata rientro in Hotel per la cena ed il pernottamento. Dopo cena serata danzante con musica dal vivo.

3° GIORNO: CASTIGLIONE IN TEVERINA MUSEO DEL VINO E DELLE SCEINZE AGROLIAMENTARI – BOMARZO - Fine dei nostri servizi
Colazione in Hotel e trasferimento a Castiglione in Teverina per la visita del Museo del Vino.
Il MUVIS “Museo del VINO e delle SCIENZE AGROALIMENTARI” è inserito all’interno del vasto ed articolato complesso produttivo dei Conti Vaselli, situato nel cuore del borgo di Castiglione in Teverina, ovvero nella grande Cantina distribuita su 6 piani (1° piano, piano terra e 4 piani sotterranei), non più in uso da quasi 15 anni, ed ha richiesto un esteso intervento di recupero edilizio. L’allestimento è mirato al pieno coinvolgimento del visitatore: accanto alle tracce materiali e immateriali del mondo contadino (strumenti, foto, racconti) e delle vicende storiche ed umane delle Cantine Vaselli (con video, gigantografie e macchinari) sono stati “messi in scena” con installazioni scenografiche, gli aspetti della produzione e della tradizione vinaria nel territorio della Teverina, accanto ai grandi temi di più ampio respiro culturale che il vino suggerisce.
Pranzo degustazione all’interno della cantina del Museo.
Nel pomeriggio inizio del viaggio di rientro con possibilità di visita al Parco dei mostri di Bomarzo.
Il Sacro Bosco conosciuto come il “parco dei mostri”. Un luogo veramente magico, spesso definito Parco dei Mostri. Venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. lI parco, pur inserendosi a pieno titolo nell'erudita cultura architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, costituisce un unicum. I raffinati giardini all'italiana sono realizzati su criteri di razionalità geometrica e prospettica. con ornamenti quali le ampie terrazze, le fontane con giochi d'acqua e le sculture manieriste. Al contrario, il colto principe di Bomarzo si dedicò alla realizzazione di un eccentrico "boschetto" facendo scolpire nei massi di peperino, affioranti dal terreno, enigmatiche figure di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, che altenò a una casetta pendente, un tempietto funerario, fontane, sedili e obelischi su cui fece incidere motti e iscrizioni. Il Sacro Bosco, non rispettando le consuetudini cinquecentesche, si presenta come una soluzione irregolare; i diversi elementi sono tra loro svincolati da qualsiasi rapporto prospettico e non sono accomunati da coerenza di proporzioni. ll tutto è inventato con criteri iconologici che sfuggono anche ai più appassionati studiosi, autentico labirinto di simboli che avvolge chi si addentra fisicamente o intellettualmente. Questi i motivi che hanno ispirato molti artisti del tempo, come Annibal Caro, Bitussi e il Cardinal Madruzzo. ln seguito alla morte di Vicino Orsini, nessuno si curò più di questo luogo che dopo secoli di abbandono è stato rivalutato da intellettuali e artisti come Claude Lorrain, Johann Wolfgang von Goethe, Salvador Dali, Mario Praz e Maurizio Calvesi.

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